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MINARD-DRAGICEVIC, LA STRANA COPPIA

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Roma – Roma inanella il sesto successo nelle ultime sette partite piegando una coriacea Benetton, vittima della panchina corta e scoppiata fisicamente dopo aver lottato alla pari per oltre trenta minuti.

Sugli scudi, e non solo per le cifre finali, la strana coppia Minard-Dragicevic: il primo ha avuto un impatto devastante sulla partita, vestendo per un giorno i panni che avrebbe sempre dovuto indossare. Preciso, determinato, a tratti sfrontato ma sempre pronto a punire le rotazioni difensive venete, l’ex ala di Montegranaro ha calato sul tavolo verde un fantastico 5/7 nelle triple, condito da 4 assist e altrettanti recuperi; per il serbo, al debutto casalingo, un minutaggio doppio rispetto a quello concessogli all’esordio di Cremona e tantissime cose positive da registrare, su tutte la capacità di aprire la difesa avversaria colpendo spesso anche dall’arco, dove riesce a far male nonostante i raddoppi di marcatura.

Il neo arrivato ha mostrato di saper giocare l’uno contro uno sfruttando le sue capacità di penetratore, il pick&pop ma anche di saper tirare in uscita dai blocchi: un repertorio vasto, che sembra proprio l’ideale per completare il mosaico giallorosso.

La gara ha vissuto il suo momento clou nell’ultimo quarto, al quale le formazioni si sono presentate in una situazione di sostanziale equilibrio (60-56 il punteggio). In principio Treviso era scappata subito via avvalendosi delle amnesie offensive dei padroni di casa, ma ha avuto il torto di non approfittare in pieno della situazione lasciando che Roma mettesse in ritmo i suoi uomini migliori grazie anche all’apporto di Giachetti, al quale il coach ha affidato la squadra viste le iniziali difficoltà in regia di Vitali contro la difesa molto fisica di Hackett.

Erano proprio tre tiri pesanti del play toscano, a cavallo dell’intervallo, a scavare un fosso importante, che solo l’estrema precisione dei frombolieri di Repesa (prima Neal poi l’ex Latina Rivers) riusciva a colmare. Nell’ultimo periodo però Treviso non aveva più benzina e, senza l’apporto di Nicevic e Wallace (quest’ultimo espulso dopo il secondo fallo antisportivo), cedeva di schianto perdendo anche la differenza canestri nello scontro diretto.

Boniciolli, pur non manifestando in pieno la propria soddisfazione, ha chiarito che certi automatismi iniziano a funzionare anche senza il suo intervento dalla panchina, sinonimo di come la squadra, lavorando duramente in palestra, abbia cominciato a digerire il suo credo cestistico, completamente differente da quello di Nando Gentile.

Repesa, elogiando l’ottima prestazione della sua ex squadra, ha sottolineato i tanti demeriti dei propri ragazzi, manchevoli quanto a concentrazione e responsabilità individuale in difesa nel momento in cui Roma ha messo dentro i canestri decisivi.

 

foto Antonio Alfieri

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Febbraio 2010 10:41  

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