Roma - Finisse oggi il campionato la Lazio sarebbe in B. Uno scempio. Con il Catania si è consumato l’ennesimo atto di una stagione inguardabile e ridicola. Ancora una volta Ballardini ha dato il meglio di sé. Peggio di così proprio non poteva fare: errata la scelta di mandare in campo due difensori nuovi e di relegare in panchina Diakitè e Stendardo. Sbagliata la scelta di chiedere come innesti due difensori, di cui un brasiliano di 31 anni. Completamente fuori luogo la mossa di delegittimare chi, fino a questo momento, aveva fatto della Lazio la terza miglior difesa del campionato. Fuori luogo, inoltre, il comportamento che Ballardini sta attuando con Lichtsteiner ormai sempre più ai margini della formazione titolare.
Stesso discorso per Zarate trasformato dal tecnico di Ravenna da genio del calcio a umile giocatore di fatica. L’argentino è un giocatore che con Ballardini si è perso tra marcature, ripiegamenti difensivi e rimproveri pubblici. Contesto simile anche per Rocchi e Foggia diventati, di punto in bianco, le controfigure di se stessi. Proseguiamo lo scempio di Ballardini con lo spettacolo inguardabile degli ultimi 15 minuti. Forse neanche Oronzo Canà avrebbe osato tanto con il suo 5-5-5… ma l’allenatore biancoceleste ha fatto di meglio esibendo un 4-2-4 improponibile con due torri (Cruz e Floccari) ad annullarsi a vicenda, più Zarate e Rocchi a vagare per tutto il fronte d’attacco. Attacco atomico sostenuto da Baronio (infortunato) e Kolarov (fuori ruolo). Inguardabile. Infine la mossa geniale. Inserire l’escluso Diakitè ( il migliore domenica scorsa con la Juventus) e metterlo sulla destra. Risultato? In tutto il secondo tempo la Lazio con il Catania non ha mai tirato in porta. Mai. L’11 di Mihajlovic quindi ne approfitta con un gol di Maxi Lopez e sbanca l’Olimpico superando la Lazio in classifica e gettandola desolatamente al terz’ultimo posto.



























