Dublino (www.rugbyuniontimes) - Al Croke Park finisce 29-11 per l’Irlanda. Non basta un’ottima difesa ad un Italia a indisciplinata, molto lenta alla mano e troppo, troppo in difficoltà in touche nei primi 40 minuti per poter vincere contro i campioni in carica. Eppure sotto il cielo grigio di Dublino l’Irlanda non stupisce e gli azzurri non iniziano male: ci provano, giocano semplice e con Mc Lean arrivano pure a meno di 5 metri dalla linea di meta; placcano, tengono il ritmo e resistono alle incursioni irlandesi: tutto molto bene.
Solo per 10 minuti e poco più però. Poi l’attacco si pianta e la difesa cede: e al 15’, sul 3-0 Irlanda (piazzato di O’Gara al 9’), Trimble sfrutta un errore di ripiazzamento della linea, sguscia sul lato chiuso e fa il buco che propizia in seconda fase la meta di Heaslip (10-0). Schiacciata in touche dalla supremazia di O’Connell e Cullen (7 su 12 perse!), priva del solito apporto degli avanti sia in mischia chiusa che nei raggruppamenti, la reazione dell’Italia c’è ma è sterile quanto prevedibile – si fatica a tenere il possesso, si insiste troppo con le ripartenze lente e poco efficaci vicino al raggruppamento e per guadagnare campo ci si rifugia in calci tattici dal box, spesso mal riusciti - tanto concretizzarsi solo e soltanto grazie ad piazzato di Gower 26’ (10-3). L’Irlanda non perde tempo e risponde subito con il piede O’Gara (13-3); 5 minuti più tardi sfrutta la superiorità numerica per il giallo a Garcia (placcaggio pericoloso) va a segno con O’Leary e allunga di nuovo (23-3). A due minuti dalla fine del primo tempo Robertson con una meta di rapina - stoppata su calcio di Kearny – contiene il passivo per gli azzurri (23-8). Nel ripresa dopo il batti e ribatti tra Mi. Bergamasco e O Gara (al 44’ e al 47’, 26-11), l’Irlanda cambia marcia, aumenta il ritmo, gioca veloce e largo: l’Italia non regge e resta ingabbiata nei propri 22 metri, ma difende bene e non concede nemmeno una meta. Dopo un calcio di Wallace (68′. 29-11) e 30 minuti di assedio una fuga di BergaMirco regala il “primo” possesso azzurro e l’ultima emozione ai 7000 italiani presenti a Dublino; si risolve però in un niente di fatto. Domenica al Flaminio c’è l’Inghilterra. Come oggi, non basterà solo difendere.
























