Roma - Tutto facile, quasi troppo, per la squadra capitolina contro un'avversaria che lascia strada ai festeggiamenti senza opporre troppa resistenza. Giornata di festeggiamenti al Palazzetto dello Sport di viale Tiziano, la Coppa Italia, conquistata domenica scorsa a Montecatini battendo Bologna, fa il suo ingresso davanti al suo pubblico, presentata dalla squadra e dedicata, dai tifosi neroverdi, allo scomparso Presidente della Fipav provinciale, Franco Favretto.
Una giornata di festa e di saluti: quello a Javier Subiela, uscito di scena e tornato in Spagna, senza fare troppo rumore, in silenzio, così come è sempre stato durante il suo sfortunato periodo capitolino. Tanti, insomma, i motivi per stringersi alla squadra, che non delude e stravince, in poco più di un'ora di gioco, contro i pugliesi che nulla fanno per rendersi pericolosi. Tre set senza mai avere quella sensazione di fastidio che ti mette addosso una gara giocata punto a punto. Deve fare tutto la squadra neroverde, anche risvegliare il pubblico nella parte finale del secondo set, quando subisce un parziale di 3-0 sul 24-20 causa di un evidente calo di concentrazione. Roma parte subito forte facendo capire ai ragazzi allenati da Pastore che sarà una serataccia, il sestetto titolare di Giani non lascia passare nulla e picchia duro. Per i pugliesi l'unico a rendersi pericoloso, soprattutto in battuta, è Antanhovic, mentre il resto della squadra non sembra essere salita nella Capitale. Si sentono tutti e subito i 26 punti di distacco in classifica tra le due formazioni. Roma parte subito alla grande; senza strafare la formazione capitolina si porta immediatamente in vantaggio e arriva alla prima sospensione tecnica in vantaggio per 8-4. Al rientro in campo il divario aumenta sempre di più (16-9), con i bianco-rossi che sembrano quasi giocare per inerzia, forse consapevoli di non poter sperare troppo. Il resto del set prosegue sulla scia di come era iniziato, con diversi errori da parte di Gioia del Colle che ormai spera solo di chiudere un parziale già segnato. Il secondo set parte sulla falsariga del precedente, con Roma subito avanti per 6-2; il reparto difensivo di Nava sembra essere completamente anestetizzato e ad approfittarne sono, ovviamente, tutti gli attaccanti di Roma che a rete possono gestire i colpi a proprio piacimento. Poey in particolare sembra quasi ‘giocare’ con le mani del muro avversario, pienamente consapevole dei propri mezzi come di quelli dei suoi rivali. Pochi gli scambi entusiasmanti per il pubblico romano, pochi gli sprazzi di bel gioco concessi da Gioia del Colle, che continua a mostrare troppe lacune. Arrivata a quota 20, cosciente di avere il parziale in mano, Roma si consente forse qualche errore di troppo permettendo a Gioia del Colle di arrivare a -2 (24-22) e costringendo mister Giani a chiedere un time out. Ma rientrati in campo, ci pensa poi il solito Poey a rimettere la situazione in equilibrio mettendo a segno, alla prima occasione, la palla del set. Non cambia nulla in avvio del terzo parziale con Roma che al primo time out tecnico gestisce il gioco per 8-4. La formazione capitolina continua a mantenere alte e costanti le sue percentuali in tutti i fondamentali, a partire dalla difesa e dalla ricezione, che permettono a Paolucci di gestire i suoi attaccanti; non crescono invece i livelli dell’altra metà campo, dove l’attacco si mantiene intorno al 30% e la ricezione sul 15%. Sul 19-12 mister Canestracci tenta per l’ennesima volta di richiamare i suoi, mentre Giani inserisce Morelli al posto di Paolucci, per dare riposo al palleggiatore titolare. La situazione però non cambia e Roma continua a comandare: a chiudere i giochi ci pensa per l’ennesima volta Poey che, con un diagonale da posto uno, chiude il parziale per 25-17.



























